PROGETTO E STORIA

Il Progetto

Il progetto Il Mulino delle Energie consiste nell’istituzione di un centro di accoglienza polifunzionale presso la cascina Mulini Asciutti all’interno del Parco di Monza. L’intento è quello di favorire la diffusione e la comunicazione di pratiche sostenibili per una fruizione più consapevole e responsabile delle risorse del parco, orientando i suoi diversi utenti alla valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale del luogo e, in modo più complessivo, dell’area protetta del Parco della Valle del Lambro.

Il Bacino d’utenza


Il progetto Il Mulino delle Energie si integra con l’offerta di educazione ambientale che CREDA onlus rivolge da anni alle scuole primarie e secondarie del territorio, volendo ora offrire nuovi servizi di informazione, documentazione, comunicazione ambientale per un pubblico molto più ampio e diversificato dell’attuale. Il bacino di utenti ai quali il progetto è destinato sono gli oltre 40.000 visitatori al giorno che nei weekend, in bella stagione, visitano il Parco di Monza (indagine del Centro Studi PIM del 1996). Durante la settimana solo per i servizi di educazione ambientale si stima invece una presenza media di 15 scolaresche al giorno.

Ambiti in cui opera il progetto


  • Educazione a un consumo sostenibile dell’energia: dimostrare, attraverso la proposta di attività laboratoriali ed exhibit, le potenzialità delle fonti energetiche rinnovabili per la sostenibilità dell’ambiente. Partendo dal mulino ad acqua, si vuole creare un ponte che colleghi le tradizioni e le soluzioni tecnologiche sviluppate nello scorso secolo con lo scenario attuale di progettazione e riqualificazione del territorio, in accordo con l'ambiente e ispirate ai concetti di sostenibilità e di ricerca di equilibri.
  • Integrazione tra parco e contesto urbano: favorire l’integrazione dell’area protetta del Parco di Monza con il territorio circostante attraverso l’attivazione di un servizio di accoglienza che sappia proporre al numero massiccio di visitatori modalità di fruizione diversificate e compatibili con le esigenze di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e storico-artistico presente;
  • Visite più responsabili nell’area parco: attivare e incentivare servizi di informazione, comunicazione, documentazione ed educazione ambientale orientati alla promozione di comportamenti corretti e di una fruizione sostenibile dell’intera area protetta del Parco di Monza e del Parco Valle Lambro;
  • Promozione dell’area parco: allargare la fruizione del Parco di Monza e della cascina Mulini Asciutti a un pubblico più ampio e diversificato dell’attuale;
  • Valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-culturale: ridare luce al complesso della cascina Mulini Asciutti all’interno del sistema dell’area protetta, mettendone in evidenza la peculiarità di luogo per la macinazione dei cereali, inserito nell’articolato sistema di azienda agricola modello del Parco di Monza;
  • Una nuova comunità: promuovere nell’utenza un più forte senso di appartenenza e di rispetto nei confronti degli ambienti e delle strutture dell’area protetta;

Le origini

All’interno dello straordinario complesso architettonico e paesaggistico della Villa e del Parco Reale di Monza, sono presenti diversi manufatti legati alla produzione agricola ed in particolare alcuni mulini: S. Giorgio, del Cantone e Asciutti. Entro l’area in cui all’inizio dell’Ottocento venne delimitato il Parco, esistevano numerosi mulini. Il censimento di Pietro Antonio Barca testimonia che nel 1615 nell’area vi erano 13 mulini, per un totale di 40 ruote. Le derivazioni del Lambro erano sfruttate da più d’una struttura; vi erano tre edifici sulla Roggia Mulini Asciutti, due al Cantone. È nell’ambito della realizzazione del Parco che si prevede la demolizione di due mulini (del Salice e di Valnera) e la riqualificazione dei restanti. In una didascalia riportata su un disegno autografo del Canonica e conservato a Vienna (cfr. Pompeo Casati, Mulini demoliti e un laghetto mancato nel Parco di Monza, in “Il Parco, la Villa”, Quaderno n. 5, dicembre 2006), sono indicate – per esempio - le demolizioni da eseguirsi. “caseggiato detto i Mulini del Salice con bugnaderia annessa da demolirsi tanto per il cadente e rovinoso loro stato, quanto per la bassa loro situazione per cui vanno soggetti a essere inondati all’avvenire di ogni minima piena del fiume Lambro”. Bisogna sottolineare che nella concezione e proposta progettuale del Canonica le varie “colonie” in cui era suddiviso il Parco, erano definite e dimensionate in base a caratteristiche peculiari di tipo pedologico, agrario, colturale, ecc, con l’obiettivo di realizzare un vero e proprio modello di sistema produttivo e di sperimentazione agraria. Nel citato disegno viennese del 1808, i Mulini Asciutti menzionati sono ancora gli stessi presenti nelle mappe di Carlo VI, in posizione distinta da quelli – oggi esistenti – successivamente realizzati dall’Ing. Giacomo Tazzini nel 1833. Infatti, nel 1814 in qualità di allievo e collaboratore di Luigi Canonica, viene nominato “Architetto Assistente dei Cesarei Fabbricati”,. Nel lungo periodo (fino al 1859) in cui fu “Architetto dei Regi Fabbricati”, il Tazzini si occupò della puntuale realizzazione del grande progetto del Canonica: dalla riorganizzazione delle Cascine esistenti, arredi e padiglioni da giardino, alla realizzazione di manufatti idraulici. Suoi sono i progetti dei mulini Asciutti (1833) e della Cascina del Sole (1839), della Fagianaia (1838), del Mulino del Cantone (1840), della cascina Cernusca e della Bastia (1847), dell’ampliamento dei rustici della Villa Mirabello, della Cascina Cavriga (1840) e del Mulino S. Giorgio.

Il Parco

Il Parco di Monza, costruito tra il 1806 e il 1808, con la sua estensione di circa 700 ettari oggi costituisce uno dei parchi storici più grandi d’Europa. All’interno degli oltre 8.000 ettari dell’area protetta del Parco della Valle del Lambro rappresenta dunque una realtà di grande pregio per la ricchezza del suo patrimonio naturale: questo grazie agli aspetti storico-culturali che lo contraddistinguono e per la sua valenza di polmone verde, risultando una forte attrattiva per la popolazione. Il parco di Monza, così come tutta l’area protetta del Parco della Valle del Lambro istituita con Legge Regionale n. 82 del 16 settembre del 1983, svolge un ruolo estremamente importante di salvaguardia della natura e delle sue risorse nella fascia territoriale nord milanese e per la Brianza monzese: qui, infatti, si riscontra un’imponente fenomeno di urbanizzazione e di industrializzazione, caratterizzando il territorio per una difficile convivenza tra città e attività antropiche da una parte, habitat naturali e spazi verdi dall’altra. La scarsità di zone verdi tutelate e fruibili all’interno di tutta quest’area, genera un forte bisogno di accessibilità da parte della popolazione a spazi liberi e tutelati, evidenziando la necessità di strategie innovative d’integrazione del parco con il territorio. La fruizione dell’area parco deve essere oggi promossa attraverso nuove e appropriate soluzioni di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio naturale e culturale che lo caratterizzano.